febbraio 2011

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Incontro con Franco Spoltore

candidato alla Segreteria nazionale MFE

Lun 21 febbraio alle ore 20,30

presso la nostra sede in

Piazza della Libertà 13 – Roma

(citofonare a Movimento Europeo)

L’incontro è aperto agli aderenti al network italiano del Gruppo Spinelli e a chiunque voglia partecipare.

Per adesioni e per la stampa: mfe@mferoma.eu

Per approfondimenti:

Mozione Generale

Mozione Per una Italia Europea – MFE Roma

Odg  Noi popolo europeo. Con il Parlamento europeo. Verso gli Stati Uniti d’Europa – Mfe Roma e Mfe Genova

Proposta di preambolo alla Mozione Generale

Per ulteriori approfondimenti sul congresso:

Sito Nazionale del Congresso MFE 2011

Sezione del ns sito sul Congresso

Per approfondimenti sul MFE:

Movimento Federalista Europeo

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Presentazione della graphic novel “La nebbia e il granito” edizione 001 (Caci – Gambotto – Surroz) a Bruxelles (mercoledì 9 febbraio 2011, La Piola Libri)

di Manuela La Gamma

Come ho tentato di diventare Altiero Spinelli

Uno Spinelli inedito è quello illustrato nelle vignette de La nebbia e il granito, graphic novel che nasce con l’intento divulgativo e didattico di far conoscere la prima parte della vita di Altiero Spinelli anche ai più giovani.

La bellissima immagine ripresa dal titolo è tratta dagli scritti spinelliani afferenti la sua adesione al comunismo, avvenuta attraverso la costruzione di quella che lui stesso definisce una cattedrale di nebbia e granito, in cui gli strati di granito – le nozioni studiate e assimilate – si alternano agli strati di nebbia, quelli delle verità quasi dogmatiche, dove la convinzione si fonde quasi con la fede.

Il leit-motiv della graphic novel è l’oblio, che pervade i colori del fumetto dall’inizio alla fine, dai ricordi d’infanzia che paiono più sfumati e assumono contorni e tinte di nebbia fino ad arrivare ai ricordi più recenti, prendendo forma nella figura di uno Spinelli maturo che alla fine del romanzo sfoglia un album di fotografie e ricorda.

Nel corso della presentazione, organizzata da l’Union des Fédéralistes Européens in collaborazione con l’Istituto Altiero Spinelli di Torino, sono intervenuti gli autori, Davide Caci e Fulvio Gambotto, e Pier Virgilio Dastoli, ex assistente parlamentare di Altiero Spinelli.

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Sezione “Altiero Spinelli” MFE Roma

VERBALE

In data 11 febbraio 2011, preceduta dalla riunione del centro regionale del MFE Lazio, si è tenuto l’Assemblea pre congressuale del MFE Roma. Questa è stata la prosecuzione del dibattito pre congressuale come deciso dalla stessa Assemblea convocata il 11 gennaio 2011.

Nell’introduzione il Presidente Maria Teresa Di Bella e il Segretario Paolo Acunzo hanno aggiornato tutti gli iscritti sulle proposte di linee congressuali nel frattempo discusse sia in sezione nelle riunioni allargate della direzione e della segreteria e sia con altre sezioni a seguito del confronto interregionale di Pescara.

Riguardo quest’ultima iniziativa molti dei partecipanti si sono rallegrati dei risultati raggiunti e si è ricordato che a Pescara è stato lanciato il Network italiano del Gruppo Spinelli a cui è possibile aderire scrivendo a gruppospinelli@hotmail.it

I lavori sono proseguiti con la presentazione di due documenti che si affiancano e approfondiscono la mozione di politica generale sottoposta da Presidente e Segretario nazionale uscenti. Nello specifico si tratta:

– OdG “Noi popolo europeo. Con il Parlamento europeo. Verso gli Stati Uniti d’Europa”, presentato da Giuseppe Bronzini e Virgilio Dastoli, adottato congiuntamente con l’Assemblea pre congressuale del MFE Genova;

– La mozione “Per una Italia europea” presentata da Francesco Gui a nome della Segreteria del MFE Roma.

In conclusione dei lavori l’assemblea ha deciso di adottare entrambi i documenti e di presentarli al Congresso nazionale di Gorizia nella versione qui allegata.

E’ seguito un ricco dibattito a cui si sono succeduti oltre 15 interventi di altrettanti iscritti alla sezione. Inoltre è stata presentata da Pierluigi Sorti una iniziativa sui sistemi contabili europei compartecipata dal MFE Roma e che si terrà il 28 Marzo presso il Senato della Repubblica.

L’Assemblea, oltre all’adozione dei documenti sopra menzionati, ha deciso di raccogliere la disponibilità data dal candidato alla Segreteria nazionale, Franco Spoltore, di organizzare un incontro con lui presso la sede del MFE Roma in Piazza della libertà 13 il giorno lun 21 alle ore 20,30. L’invito a tale occasione di confronto sarà esteso a tutti i federalisti interessati.

Infine sono stati eletti, con 4 astensioni, i delegati romani al Congresso nazionale e, in ordine di mandati, sono:

Maria Teresa Di Bella, Paolo Acunzo, Vittorio Cidone, Tommaso Visone e Stefano Pietrosanti.

Insieme a questi hanno già confermato la presenza a Gorizia altri militanti romani (Oliver La Rocca, Elena Montani, Virgilio Dastoli, Francesco Gui, Pierluigi Sorti, etc), in attesa di avere altre conferme per assicurare una folta delegazione romana e laziale. Infatti, come sua tradizione, la sezione incentiverà la partecipazione e condivisione delle decisioni più ampia possibile, a partire dalla pubblicazione di tutto il materiale congressuale già disponibile su www.mferoma.eu

Paolo Acunzo

Seg. MFE Roma

MOZIONE PER UN’ITALIA EUROPEA

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DOCUMENTI CONGRESSUALI

OdG “Noi popolo europeo. Con il Parlamento europeo. Verso gli Stati Uniti d’Europaadottato congiuntamente con l’Assemblea pre congressuale del MFE Genova

 

 

Noi Popolo europeo

Con il Parlamento europeo

Verso la Federazione europea

Con il Parlamento europeo per gli Stati Uniti d’Europa

Il XXV Congresso del Movimento Federalista Europeo sottolinea il bivio di fronte al quale si trovano i cittadini europei: da un lato, la chiusura identitaria e nazionalista che porta alla inevitabile decadenza della civiltà europea; dall’altro, l’apertura cosmopolita e federalista che conduce al progetto dell’Europa ‘libera e unita’ indicata settant’anni fa nel Manifesto di Ventotene.

Nonostante la crisi economica, sociale e ambientale i governi europei si illudono di mantenere il controllo delle politiche economiche, fiscali e di bilancio a livello nazionale e dimostrano una mancanza di volontà politica di proseguire sulla strada della creazione di un governo federale europeo. Rappresentano, in ultima istanza, l’ostacolo al completamento del processo di unificazione politica dell’Europa.

Per superare il freno rappresentato dall’azione dei governi, a partire dal direttorio tedesco-francese, è fondamentale il ruolo del Parlamento europeo, unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, per avviare l’iniziativa costituente sulla base di un progetto di riforma del Trattato di Lisbona che preveda fra l’altro l’abolizione generalizzata dell’unanimità nel Consiglio, la trasformazione della Commissione in un vero governo responsabile di fronte al Parlamento Europeo, l’istituzione di una fiscalità europea, forze di sicurezza europee e la ratifica a maggioranza delle modifiche ai trattati.

L’obiettivo di breve termine deve essere quello della trasformazione della attuale ‘governance‘ economica, incardinata nel Consiglio, in un “governo economico europeo” incardinato nella Commissione, responsabile di fronte al Parlamento, facendo perno sull’avanguardia di stati già riconosciuta dal Trattato di Lisbona, il cosidetto Eurogruppo. Ciò consentirà di aprire, in vista delle elezioni del 2014, una battaglia per la nascita di un vero governo politico dell’Unione, che nasca dal voto dei cittadini europei, e che risponda al Parlamento.

Inoltre, senza la partecipazione attiva del popolo europeo alla costruzione di uno spazio pubblico di dimensioni continentali non si potranno vincere le resistenze per giungere ad una Unione federale europea. In questo spirito si colloca la richiesta dei federalisti europei di sottoporre la futura costituzione federale ad un referendum europeo confermativo.

Compito prioritario del Movimento Federalista Europeo è la costruzione di una “rete sopranazionale” per gli Stati Uniti d’Europa costituita dalla diverse espressioni del popolo europeo che condividono l’obiettivo della Campagna per la Federazione europea.

La mobilitazione del popolo europeo e la costruzione della rete sopranazionale può avvenire attorno ad un “programma di governo per l’Europa, programma che affronti i temi urgenti del debito, dello sviluppo compatibile e della crisi sociale ed occupazionale.

Per invertire la tendenza di un crescente euroscetticismo e di un risorgente nazionalismo occorre infine far leva sulla forza trainante costituita dal conferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea di un valore giuridicamente vincolante. L’attuazione piena dei diritti della Carta può divenire il motore della mobilitazione per una piena ed autentica cittadinanza europea.

A tal fine è necessario rilanciare la prospettiva di trattamenti sociali minimi comuni ed omogenei nell’intera Unione, quali il reddito minimo garantito e la cittadinanza europea di residenza, capaci di evitare alla radice il pericolo di dumping sociale tra stati, per dare sostanza ed effettività alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Tale Campagna per la Federazione europea troverà nelle ‘Convenzioni dei cittadini europei’ lo strumento più idoneo per attivare una nuova ampia alleanza delle forze democratiche, sociali e sindacali della società civile (il cosiddetto ‘movimento dal basso’) e dei partiti europei e per facilitare la creazione di coalizioni costituenti ai fini della ‘Iniziativa dei Cittadini Europei’ la cui presentazione potrà avvenire a partire dal 25 marzo 2012.

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DOCUMENTI CONGRESSUALI

Mozione

PER UNA ITALIA EUROPEA

La sezione “Altiero Spinelli” del MFE Roma, riunita in assemblea precongressuale,

– preso atto della mozione congressuale presentata dal Presidente e dal Segretario nazionale,

– rallegrandosi dei risultati del recente “Confronto tra il MFE e il Mondo della politica: quali iniziative comuni per la federazione europea?” promosso da diversi centri regionali a Pescara.

– constatando in modo unanime la centralità della questione italiana nell’attuale quadro politico dell’Unione, in quanto il nostro paese – membro fondatore che ha storicamente promosso attivamente il processo di integrazione – può risultare essenziale per il compimento del processo di unificazione federale dell’Europa, a partire dall’esigenza di dotarsi di un comune governo dell’economia sentita tra i paesi membri dell’Eurogruppo, qualora esso riassuma il ruolo di impulso e la competenza necessaria di cui ha dato prova nelle fasi fondative delle Comunità e dell’Unione

– constatando al tempo stesso la totale inadeguatezza del quadro politico e della attuale compagine di governo in tale prospettiva, con la conseguenza di rendere il nostro paese inaffidabile nei confronti dei partner e oggettivamente controproducente per il processo di integrazione

– invita il MFE ad integrare il proprio impegno per l’Europa federale con una specifica missione, affidata a coloro che intendano farsene carico, al fine della promozione dei valori, della cultura, delle necessarie riforme, delle battaglie indispensabili al conseguimento dell’obiettivo dell’Italia europea, ovvero al ripristino della credibilità, delle competenze, dell’efficienza e dell’impegno richiesti al nostro paese non solo per esser parte attiva dell’Unione e del mercato unico europeo, ma anche per condurre a termine il processo di integrazione federale dell’Europa come prioritario obiettivo della politica nazionale.

Tale impegno potrà essere esercitato sia con iniziative autonome del movimento, sia in collaborazione con tutte quelle organizzazioni della società civile in grado di rilanciare una nuova alleanza per la Federazione europea e le forze politiche nazionali ed europee disponibili a far propri gli obiettivi e la cultura dell’Europa federale

Approvato dall’Assemblea pre congressuale della sezione “Altiero Spinelli” del MFE Roma col mandato ai suoi delegati di presentarla al Congresso nazionale MFE di Gorizia

Roma, 11 febbraio 2011

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COMUNICATO STAMPA

Il Movimento federalista europeo saluta con soddisfazione la decisione di un grande quotidiano come il ”Corriere della Sera” di inserire il Manifesto di Ventotene tra i ”Classici del Pensiero libero”.

Era il 1941 quando uno sparuto gruppo di confinati antifascisti decise di scrivere il documento Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto. Quel documento e’ diventato il testo forse piu’ simbolico, profetico e innovativo della Resistenza italiana ed europea. Oggi lo conosciamo come Manifesto di Ventotene.

I due autori , Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, provenivano da storie ed esperienze diverse. Giovane comunista Altiero Spinelli, che nei dieci anni di carcere aveva maturato la decisione di allontanarsi dal partito comunista, dal quale fu espulso nel 1938. Un simbolo per l’antifascismo democratico Ernesto Rossi, figlio spirituale di Gaetano Salvemini, allievo di Luigi Einaudi, fondatore con Riccardo Bauer e Ferruccio Parri della colonna italiana di ”Giustizia e Liberta”’. I due, insieme con Eugenio Colorni che scrisse poi la Prefazione del Manifesto, scelsero la strada difficile dell’anticonformismo intellettuale, cominciando a riflettere sulla situazione internazionale, sulle caratteristiche del totalitarismo, sulla storia europea in un periodo in cui il nazifascismo sembrava stesse vincendo la guerra.

Essi abbandonano il sistema tolemaico degli stati nazionali sovrani. Invece di accettare come normale cio’ che la storia d’Europa offriva quale forma ‘naturale’ di organizzazione delle nazioni europee, scelgono la via copernicana: osservare il sistema dall’esterno, trovarlo limitato, proporre una soluzione diversa. Per i federalisti di Ventotene, lo stato nazionale sovrano e’ giunto a una svolta tragica: ha fallito il suo compito storico di tutelare e proteggere la vita dei suoi cittadini, si e’ trasformato in un moloch avido di conquiste e sterile politicamente e idealmente. L’unico modo per conservare la civilta’ europea, che pure si e’ sviluppata grazie allo stato nazionale, e’ che lo stato ceda una parte della sua sovranita’, quella relativa alla difesa, alle relazioni esterne, alla politica economica e alla moneta, e accetti di diventare parte di una federazione continentale.

Quell’idea, accolta con diffidenza e scetticismo da quasi tutte le forze antifasciste (fecero eccezione il Partito d’Azione e alcuni settori della nascente Democrazia Cristiana) ha continuato per tutti gli anni del secondo dopoguerra ad animare il dibattito culturale e politico, non solo italiano.

E’ grazie ai federalisti se l’Italia ha saputo giocare nel corso degli anni Cinquanta un ruolo di guida e di proposta in seno al gruppo dei Sei Paesi fondatori; e’ ancora grazie a Spinelli ed ai federalisti se il dibattito sulla riforma delle istituzioni comunitarie avviato dal Parlamento europeo nel corso degli anni Ottanta si e’ incentrato su parole d’ordine federaliste e su concetti, come la sussidiarieta’, che assumono un significato nuovo quando interpretati alla luce del federalismo europeo.

Il Manifesto di Ventotene puo’ essere interpretato e inteso come un libro dei sogni, ma certo molte delle sue intuizioni oggi sono diventate un’opzione nello sviluppo dell’Unione europea.
Il Manifesto ha 70 anni, ma non ha perso nulla della sua attualita’ e del suo peso come ideale promemoria per l’Europa del terzo millennio, perche’ – come amava dire Spinelli – ”la forza dell’idea europea sta nella capacita’ di risorgere dalle sue ceneri”.

Lo dimostra anche la recente nascita di un ”Gruppo Spinelli” ad opera di alcuni leader del Parlamento europeo come Daniel Cohn Bendit e Guy Verhofstadt e di altre importanti personalita’ come Ulrich Beck ed Amartya Sen.

A cura dell’Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo

0039.347.0359693

ufficiostampa@mfe.it

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Ven. 11 febbraio 2011 alle ore 18, sede MFE Roma

Cari Amici,

dopo il successo del Confronto di Pescara e la presentazione della richiesta di un preambolo da integrare alla bozza di mozione generale , viene convocata la continuazione dell’Assemblea pre congressuale a Ven 11 feb alle ore 18 in cui si definerà la linea e i delegati che il MFE Roma porterà al Congresso nazionale (Gorizia, 11-13 marzo) . A tal proposito vi prego di comunicarmi vostre disponibilità a venire a Gorizia e in assemblea verranno presentati doc o emendamenti che iscritti della sezione propongano di essere discussi dal congresso.

L’assemblea romana sarà preceduta nello stessa giornata alle ore 17 da una riunione del centro regionale del lazio sempre presso la nostra sede di Piazza della libertà 13 (IV piano). Siete tutti invitati a partecipare ad entrambi le riunioni.

Paolo Acunzo

Segr. MFE Roma

Per approfondimenti sul congresso:

Sito Nazionale del Congresso MFE 2011:  http://www.mfe.it/congresso2011/

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Riportiamo di seguito la mozione di politica generale presentata dal Segretario e dal Presidente

Il XXV Congresso del Movimento Federalista Europeo, riunito a Gorizia l’11 – 12 – 13 marzo 2011,

ricorda

– che settant’anni fa a Ventotene fu redatto il Manifesto per un’Europa libera e unita, in cui si affermava che la linea di divisione tra conservazione e progresso passa tra nazionalismo e federalismo;

– che il Movimento federalista europeo fu fondato per affermare la priorità dell’obiettivo federalista in Europa e nel mondo;

– che l’obiettivo indicato nel Manifesto di Ventotene resta tuttora attuale e continua a ispirare l’azione del MFE.

Riafferma

  • che la causa principale dei mali di cui soffre il mondo sta nel fatto che la fine dell’ordine mondiale monopolare e del disegno egemonico degli Stati Uniti non è stata accompagnata dalla formazione di un nuovo ordine mondiale;
  • che la crisi finanziaria, economica, ambientale, energetica, alimentare, la proliferazione nucleare, il terrorismo e la criminalità internazionali sono problemi che non riescono ad essere affrontati alla radice, perché le organizzazioni internazionali, in primo luogo l’ONU, sono prive di un potere proprio e quindi sono paralizzate dal principio nefasto della sovranità nazionale assoluta;
  • che, a causa della contraddizione tra un mercato e una società civile che si stanno globalizzando e la politica che resta prigioniera degli schemi nazionali, le decisioni dalle quali dipende il destino dei popoli tendono a spostarsi fuori dalle istituzioni rappresentative verso attori non statali privati; ne consegue che bisogna globalizzare la democrazia prima che la globalizzazione distrugga la democrazia.
  • che anche l’UE, che pure si è spinta più avanti rispetto alle altre organizzazioni internazionali sulla via del superamento della sovranità nazionale e dell’affermazione della democrazia internazionale, non riesce a dare risposte efficaci e credibili ai maggiori problemi del nostro tempo, perché, malgrado la moneta unica, non dispone dei mezzi né per governare l’economia europea, né per parlare con una sola voce nel mondo e soprattutto per il fatto che, malgrado abbia un Parlamento eletto direttamente, i cittadini non hanno il potere di scegliere chi li governa a livello europeo;
  • che l’accentramento del potere negli Stati nazionali, che impedisce ai governi di fare fronte ai grandi problemi dai quali dipende il nostro avvenire, impedisce anche l’autogoverno regionale e locale e la trasformazione in senso federale degli Stati nazionali.

Constata

  • che in questa situazione di potere, finora subita passivamente dalle élite politiche e culturali del mondo, le energie sociali che si formano a tutti i livelli diversi da quello nazionale, prive del riferimento ad altri livelli di governo democratici e indipendenti – sul piano locale, europeo e mondiale -, non possono né manifestarsi con successo né ambire a controllare il processo storico-sociale in corso per contribuire a risolvere i grandi problemi del nostro tempo e le sfide poste dalla globalizzazione;
  • che a causa dell’impotenza dei governi e delle classi dirigenti di fronte alle sfide globali stanno prendendo il sopravvento tendenze negative, se non addirittura distruttive, nella selezione della classe politica, nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e nelle aspettative, specialmente nel mondo giovanile, circa il proprio futuro e il proprio lavoro;
  • che in questo quadro i governi nazionali europei, impotenti di fronte alla gravità dei problemi di dimensione europea e mondiale, non sono in grado né di assicurare l’affermazione di un nuovo modello di sviluppo, né di offrire un valido contributo per promuovere una riforma dell’ordine politico e finanziario internazionale, né di condurre politiche innovative nel campo della sicurezza militare ed ambientale. Ostinandosi a mantenere nelle loro mani il potere di decidere in settori cruciali, anche se non possono più esercitarlo in modo autonomo, essi lasciano di fatto i loro cittadini in balia delle forze non governate della globalizzazione e delle decisioni dei vecchi e nuovi poli del potere in campo economico, energetico, tecnologico e militare. Vecchi e nuovi poli che – a meno che non mutino gli equilibri di potere in modo che possano maturare le condizioni per governare il mondo in modo più giusto, democratico, pacifico ed ecologicamente sostenibile – saranno inevitabilmente indotti a cercare di conservare ed accrescere la propria condizione di superiorità economico-finanziaria, tecnologica e militare.

Ribadisce

  • che la Federazione europea cambierebbe le prospettive: a) sullo scenario internazionale, in quanto essa disporrebbe di un potere contrattuale sufficiente e credibile – sia sul terreno economico, monetario, energetico e ambientale sia su quello della sicurezza – per inserirsi nel dialogo sulla riforma dell’ordine economico e monetario e sul disarmo; b) su quello europeo in quanto aprirebbe una nuova era di sviluppo politico nella vita di tutti gli europei;
  • che, proprio in quanto scopo ultimo della lotta federalista resta la Federazione mondiale, il federalismo non potrà dirsi davvero realizzato finché le istituzioni federali non si saranno estese a tutte le regioni del mondo e al mondo intero.

In questa ottica, considerando la sfida che maggiormente incombe oggi sull’Europa, cioè la crisi economica e finanziaria, dal cui esito dipende in gran parte il futuro degli europei, il Congresso del MFE rileva

  • che oggi l’UE rischia di essere travolta dalla crisi del debito sovrano degli Stati che minaccia la sopravvivenza dell’euro e quindi dello stesso mercato unico;
  • che la radice dell’attuale debolezza europea deriva dal fatto di aver creato una moneta senza Stato e di aver dato vita ad un mercato senza governo;
  • che le istituzioni europee, create dopo la fine della seconda guerra mondiale all’ombra dell’egemonia americana, nel nuovo quadro mondiale oggi in formazione risultano inadeguate e insostenibili a causa della loro subordinazione agli Stati nazionali, del deficit democratico che le indebolisce e della loro irrilevanza sul piano internazionale;

sottolinea la contraddittoria azione dei governi

  • che da un lato sono costretti ad intervenire per sostenere i paesi in difficoltà per salvare l’euro, mentre dall’altro cercano di mantenere il controllo delle politiche economiche, fiscali e di bilancio a livello nazionale, limitandosi a rafforzare regole che tutti si sono finora dimostrati incapaci di rispettare e di far rispettare.

Constata

  • che questo atteggiamento dimostra una preoccupante mancanza di volontà politica da parte dei paesi membri dell’Unione europea, e in particolare di quelli dell’Eurozona, di proseguire sulla strada della creazione di un potere europeo sovranazionale;
  • che l’alternativa tra Federazione europea e caos non può essere ignorata, come ormai testimoniano i sempre più frequenti richiami di commentatori e politici alla necessità di un soprassalto politico, alla creazione degli Stati Uniti d’Europa, all’unione fiscale federale e così via.

Pertanto il MFE ribadisce il proprio sostegno a tutte quelle iniziative che sono rivolte ad accrescere la solidarietà tra i paesi membri, a rafforzare il quadro di integrazione a livello europeo e a impedirne la disgregazione, a decidere con il voto non solo i rappresentanti nel Parlamento europeo, ma anche i responsabili del governo dell’Unione europea, a partire dall’elezione del Presidente della Commissione, quali

  • sul terreno economico e finanziario:

a) l’evoluzione del patto di stabilità nella direzione di un coordinamento vincolante delle politiche di bilancio degli Stati membri dell’Eurozona, intesa come sviluppo dell’iniziativa in corso del “semestre europeo di bilancio”;

b) il rafforzamento del “Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria”, varato dai paesi dell’euro nel momento più acuto della crisi greca, e la sua evoluzione in un’Agenzia federale del debito, per assicurare il rigore nella gestione delle finanze pubbliche e per consentire agli Stati indebitati di ottenere prestiti a tassi inferiori a quelli di mercato;

c) l’emissione di Union Bonds per finanziare infrastrutture ed altri investimenti di interesse comune europeo e che potrebbero essere garantiti istituendo risorse proprie dell’Unione ed in particolare la carbon tax per finanziare la ricerca e la riconversione ecologica dell’economia europea;

d) l’apertura di un dibattito sulla natura e la consistenza del bilancio dell’UE, promuovendo un’Assise dei rappresentanti dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo;

e) il rafforzamento e l’ampliamento dei compiti delle istituzioni dell’Eurogruppo;

f) la rappresentanza unica europea in seno al FMI per consentire ai paesi dell’Eurogruppo di partecipare alla riforma del sistema monetario internazionale e per promuovere il passaggio da un sistema dominato dal dollaro a un sistema multilaterale fondato su un paniere di monete – che includa anche le monete dei principali paesi emergenti –, inteso come tappa verso una moneta di riserva mondiale;

  • sul terreno della politica estera e della sicurezza:
  1. le iniziative di cooperazione strutturata a partire da Francia e Germania ;
  2. la rappresentanza unica europea in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU;
  • sul terreno istituzionale
  1. la maturazione della volontà politica in un primo nucleo di paesi (innanzitutto Francia, Germania e Italia) di promuovere un salto verso l’unità politica federale;

un’iniziativa rivolta ai parlamentari europei e nazionali (a partire da quelli appartenenti ai paesi dell’Eurogruppo) per porre al centro della loro agenda politica il problema dell’unione politica europea.

Ribadisce

  • che solo con la nascita della Federazione europea, gli europei potranno tornare a progettare il proprio futuro, perseguendo un nuovo modello di sviluppo ecologico e sostenibile, difendendo e aggiornando le conquiste dello stato sociale, tutelando i diritti civili, sociali e politici di ciascun individuo, contribuendo alla nascita di un ordine mondiale cooperativo, sostenendo la pace e il processo di disarmo, rafforzando le istituzioni internazionali e indicando la via per la pace mondiale;
  • che, per giungere alla formazione della Federazione europea, occorre attivare una procedura costituente pienamente democratica, alla quale siano associati i cittadini, a partire da un’avanguardia di Stati;
  • che l’obiettivo deve pertanto essere quello della convocazione di una Convenzione costituente investita del mandato di elaborare la costituzione federale; questa assise dovrà associare gli organi parlamentari e di governo dei paesi decisi ad unirsi nella Federazione insieme a rappresentanti della Commissione europea e del Parlamento europeo;
  • che questa Convenzione, diversamente da quanto previsto dal Trattato di Lisbona, che pure indica un progresso verso il superamento del metodo delle conferenze intergovernative e del monopolio dei governi sul potere di revisione dei Trattati, dovrà avere le seguenti caratteristiche:

a) il veto di uno o più Stati non potrà impedire che la Convenzione possa riunirsi e prendere le proprie decisioni

  • b) per quanto riguarda il metodo di decisione in seno a questa assemblea, si dovrà passare dal principio del consensus a quello della doppia maggioranza dei parlamentari e dei governi;
  • c) per quanto riguarda la ratifica, nei paesi che hanno dato vita ai lavori dell’organo costituente, del testo costituzionale da esso elaborato, si dovrà passare dal principio dell’unanimità a quello della maggioranza qualificata dei cittadini e degli Stati, sulla base di un referendum popolare da tenersi simultaneamente in tutti i paesi coinvolti, in modo che la costituzione federale entri in vigore negli Stati che l’hanno ratificata.

Riafferma perciò la volontà di sviluppare la campagna per la Federazione europea, e impegna i suoi organi e le sezioni

  • a promuovere tutte quelle iniziative utili a sostenere il progetto della Federazione europea e dell’iniziativa di un’avanguardia di Stati in tal senso, cui l’Italia dovrebbe partecipare attivamente;
  • a favorire le iniziative del Parlamento europeo, della Commissione o dello stesso Consiglio europeo che consentano avanzamenti del processo di unificazione federale dell’Europa;
  • ad articolare tale campagna nei confronti dell’opinione pubblica, della società civile nelle sue diverse forme organizzate, della classe politica a tutti i livelli, delle istituzioni locali, nazionali ed europee, cercando in primo luogo di stimolare la collaborazione con quelle formazioni (come per esempio il Gruppo Spinelli e l’Intergruppo federalista), dove più forte appare la coscienza della necessità di un’Europa politica;
  • a promuovere la mobilitazione dei cittadini, dei partiti e dei movimenti della società civile, sulla base di un appello rivolto al Parlamento europeo, alla Commissione e al Consiglio europeo, cominciando dal livello locale con la realizzazione del progetto “Cento Città per la Federazione europea”, per convogliare in un unico contesto le diverse iniziative adottate e far sì che le azioni locali possano diventare cumulabili tra loro, riconoscibili all’esterno, proponibili anche fuori dall’Italia, utili per costituire delle reti di contatti – incluse quelle personalità della politica e della cultura, che sempre più di frequente adottano il linguaggio federalista – e per suscitare nuove energie da impegnare in ulteriori azioni di coinvolgimento dell’opinione pubblica su scala più ampia, a partire da una “Convenzione nazionale per la Federazione europea” da tenersi entro il 2012;
  • a privilegiare nell’organizzazione di eventi locali e regionali la formula della “Convenzione dei cittadini” con l’obiettivo di suscitare un grande movimento popolare, coagulando consenso attorno alla battaglia per la Federazione europea;
  • ad adoperarsi perché il prossimo Congresso dell’UEF adotti, pur tenendo conto della specificità delle proprie organizzazioni nazionali, una campagna per la Federazione europea, che sia in grado di mobilitare un ampio schieramento di forze politiche, sociali, economiche e culturali, anche al fine di attivare l’Iniziativa dei cittadini europei, prevista dal Trattato di Lisbona, con la quale un milione di cittadini può chiedere alla Commissione di proporre un atto legislativo dell’UE;
  • a costruire, a questo fine, una rete sovranazionale costituita dalle diverse espressioni del popolo europeo che condividono l’obiettivo della Federazione europea – o che comunque vogliono promuovere progressi in questa direzione – quali coalizioni, alleanze, think tanks, associazioni e movimenti transnazionali portatori di istanze che non possono essere soddisfatte a livello nazionale, ma necessitano dell’intervento di un governo democratico dell’Unione;
  • ad assicurare il proprio sostegno a tutte quelle iniziative promosse dal WFM ed ispirate alla strategia del gradualismo costituzionale che possono prefigurare le prime istituzioni della Federazione mondiale, (quali per esempio la ratifica universale dello Statuto del Tribunale penale internazionale e la creazione di una Assemblea parlamentare dell’ONU, oltre che a campagne che contribuiscano a promuovere il disarmo, a combattere i cambiamenti climatici e ad attuare la riforma del sistema monetario internazionale);
  • a continuare sulla strada già intrapresa di una leadership collettiva e di una direzione collegiale, condizioni indispensabili per valorizzare tutte le energie e per assicurare il passaggio del testimone alle nuove generazioni di federalisti.

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Segnaliamo il Convegno:

PER UNA NUOVA COALIZIONE DEL LAVORO

IN EUROPA

Convegno organizzato

dal gruppo parlamentare europeo Gue-Ngl
in collaborazione con
Altramente-scuola per tutti e Cercare Ancora centro studi

Roma
10-11 febbraio 2011
via Poli, 19
(sala delle Colonne – Camera dei Deputati)

PER VISIONARE IL PROGRAMMA CLICCA QUI: convegno lavoro unione europea

 

Unione Europea Wiki

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di Stefano Pietrosanti

Volenti o nolenti siamo una democrazia che riconosce come principale fonte di partecipazione e scambio tra società civile e organismi democratici i partiti. Questi partiti, nella grande maggioranza, sono organizzati in modo da avere al loro interno movimenti giovanili che formino ed educhino alla vita pubblica e alla copertura delle pubbliche funzioni i loro militanti.

Per queste organizzazioni, passa anche un grandissimo numero di persone che limiteranno il loro impegno politico attivo a quella particolare esperienza e che da quella particolare esperienza trarranno la buona parte delle loro conclusioni su cos’è la politica in genere, è quindi evidente l’interesse generale per tutto ciò, un interesse che trascende largamente quello di qualsiasi partito verso i suoi militanti.

Voglio richiamare questo fatto per ricordare ai cittadini qui presenti il loro ruolo fondamentale nel funzionamento dello stato democratico e liberale. Un ruolo che va molto al di là del dirsi che la politica è bella, un ruolo che indica almeno l’impegno nella ricerca di azioni pratiche da intraprendere.

Ho fatto parte di una giovanile di partito per tre anni e dal ricordo di quel periodo posso dire di aver vissuto una buona educazione alla democrazia, ma di aver constatato con altrettanta forza la mancanza di identificabili orizzonti d’impegno politico. Una mancanza che credo di non essere il solo ad aver notato e il cui portato sui ragazzi che crescono nei partiti è o una mera accettazione di dati di fatto, in cui la parola e il pensiero – basi fondamentali dell’ordinamento in cui viviamo – vengono ridotti a chiacchiere, o a quel barcollare del pensiero che è l’inversione tra l’azione e la dimensione ideale in cui l’azione si svolge.

Quando ho avuto modo di accorgermi di questo, ho avuto un’ulteriore fortuna, quella di incontrare l’Europa come idea. Quando l’ho “vista”, ho visto anche come ci fosse ancora almeno un orizzonte ideale per chi, in Europa, voglia vivere la sua vita pubblica in una dimensione di impegno politico: l’Europa stessa. Non è vero che l’inutilizzabilità conclamata dei sogni del novecento nel mondo di oggi ci costringa a rinunciare a qualsiasi sogno. Si ripropongono sogni precedenti su una scala più grande: oggi l’uomo impegnato in politica compie il suo scopo se comprende che è di nuovo l’uomo che deve forgiare uno spazio d’azione politico non ancora nato. Che lo è come lo erano i patrioti della Primavera dei Popoli, con in più la coscienza dei loro errori.

Questo voglio mostrare: la possibilità per i partiti di dare una dimensione ideale coerente ai propri militanti, la dimensione ideale della costruzione di un nuovo stato dove attuare effettivamente la democrazia come possibilità di scelta tra alternative reali e questo spazio può essere, per un Europeo, solo l’Europa. Nel concreto si potrebbe pensare a un Scuola Europea di Politica, che nasca in Italia con una serie di incontri itineranti per il territorio nazionale, rivolta ai tesserati delle giovanili di partito, che coinvolga come docenti personalità europee di primo livello che abbiano chiara la dimensione continentale della politica, trasmettendo ai giovani militanti conoscenze pratico-istituzionali spendibili nella partecipazione alla vita pubblica comunitaria, ma soprattutto l’esistenza dell’Europa, della sua possibilità di integrazione federale, come orizzonte ideale in cui vivere il proprio impegno di militanza, un orizzonte ideale che possa essere vissuto senza sensi di colpa, senza continui distinguo, con la purezza della novità.

Se di successo, e debitamente espansa tramite il livello dei Partiti Europei, una simile esperienza potrebbe essere un mattone fondamentale nella costruzione della società civile continentale e un innegabile merito politico per il partito che abbia il coraggio di fare il primo passo.

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